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Differenza tra raccontarsi e qualificarsi

Differenza tra raccontarsi e qualificarsi

Personalmente da quando ho capito questa cosa, ho avuto una nuova svolta nel game. Mi ha aiutato a rilassami e ha reso le mie interazioni più spontanee, ma soprattutto, è stato l’insight che mi ha fatto uscire dalla trappola degli “argomenti interessanti”.

Tutto è iniziato con una ragazza. Come sempre del resto. Quest’Hb, a metà di una splendida serata, condotta con un buon game per il mio io di allora, mi ha detto: “Vedi, tu mi fai ridere un sacco, più di ogni altro ragazzo che ho conosciuto, ma c’è un qualcosa che non va in tutto ciò. E’come se fosse uno scudo che usi per non farti conoscere”. Bang. Questa frase allora ha attraversato in un istante tutti i mei frames e si è stampata con forza in quel luogo dove risiedono le cose su cui nel tempo rimuginerai al lungo. Così è stato per me, mentre andavo a cento allora, sicuro e felice, e di colpo mi sono reso conto, che semplicemente, correvo si forte, ma su una strada sbagliata.

Tralasciando quel game, e quella ragazza, che in un modo o nell’altro continua ancora oggi a darmi grandi emozioni e grandi grattacapi, il seme che quelle parole mi misero dentro quella sera, ha avuto modo nei mesi seguenti di crescere e svilupparsi portandomi ad alcune delle consapevolezze che adesso voglio provare a mettere su carta.

Quando mi sono avvicinato al controverso mondo della seduzione, ero un vero AFC (non come style, che prima della comunity aveva avuto le sue sette donne), e per lo più ero spaventato. Spaventato dalle donne e dal mio non sapermi relazionare con loro, dalla comunity e dal modo in cui mi avrebbe cambiato. Tutte queste paure, o per lo meno la maggiorparte di esse, mi sono passate o mi stanno passando, giocando, vivendo. Anche adesso ho spesso molte paure, ma in genere la differenza è che riesco a metterle in gioco, e questo, per inciso, quando mi succede in un game, è uno dei più potenti DHV possibili. Quando invece uno subisce le proprie paure, queste si comportano come zavorra, facendoci peggiorare di molto le nostre prestazioni qualunque essa siano. Per questo motivo i primi tempi che sargiavo ero nervoso. Per questo motivo si era instillata in me la convinzione che per esempio, parlare di me stesso in un sarge, sarebbe stato un grave errore: bisogna essere misteriosi, bisogna spingerla a farci domande su di noi, non a raccontargliele, non bisogna qualificarsi, non bisogna svendere le nostre informazioni ecc. ecc.

Ed è così che i miei sarge avanzavano faticosamente scivolando goffamente su argomenti terzi (che cioè non riguardavano ne me, per aumentare il mistero, ne lei, per non farla diventare il centro dell’interazione), che cercavo di rendere più interessanti possibili. Una fatica che non vi dico. :).
Convinto in questa maniera di generare attrazione giocando con le dinamiche del mistero, mi stavo invece privando di importanti possibilità di farmi conoscere e di generare attrazione secondo altri canali.

Quello che ho iniziato a capire dopo quella serata, è che il raccontarsi, il mostrarsi è in realtà una delle fonti di attrazione più forte, e che per di più tutto ciò può essere fatto, ad arte, usando la tecnica degli open loop.

Cercherò di scrivere in maniera più chiara possibile il perché.

Innanzi tutto, vediamo con esattezza cosa vuol dire qualificarsi e qual è l’errore che si commette in tal modo:

Eccesso di qualifiyng*: vantarsi e mettersi in mostra, svendere le proprie informazioni su di se, sfoggiare valore. Oltre a dimostrare forte ricerca di conferme, genera anche antipatia. Chi sa di avere valore, non si vanta, e non lo mette particolarmente in mostra, poiché è una cosa naturale. Nessuno in buona salute si vanta per il semplice fatto di riuscire a camminare.

*Qualificarsi anche e soprattutto, vuol dire “giustificarsi”, ma questo tipo di significato non ci interessa per il post in questione, quindi lo lasciamo da parte.

Mentre appare evidente a tutti che vantarsi è una cosa generalmente fastidiosa, (anche se ho scoperto con orrore che alcune povere donne trovano attraente il tipo spocchioso e sborone), quello che forse appare un po’ meno evidente, è la potenza del raccontarsi.

Dopo aver creato un minimo di attrazione con i metodi consueti, dopo perciò aver creato quel livello di interesse tale da invogliare la ragazza (e voi) a volervi conoscere, arriva un momento del game (quello che nel mystery method è chiamato Comfort) in cui per forza di cose, dovrete mostrare qualcosa di voi. Ammesso che siate riusciti a non parlare di voi fino a questo punto, una volta arrivati qui dovrete per forza passarci, a meno che non stiate giocando una ONS e la tipa sia molto attratta da voi per fattori che non riguardano chi siete come persona.

E’ come arrivare a un certo punto e dirsi, “ok, hai superato tutti i miei filtri e io ho superato i tuoi, rispetto alla marea di persone che ci sono intorno, vale la pena perdere un po’ di tempo per conoscerci, vediamo un po’ chi ho davanti e se è davvero interessante o meno”.

A questo punto, dopo il flirting iniziale, è il caso di salire di livello, se si resta sempre a livello di flirting la ragazza crederà che non vogliamo impegnarci, che stiamo solo giocando o peggio che non siamo capaci di fare quel passo in più. Questo evitare di seguire la corrente del rapporto in costruzione, le smorzerà tutto l’interesse precedentemente creato, spingendola a dirigersi altrove.

Il modo migliore per fare ciò, è appunto raccontarsi. Raccontarsi vuol dire mostrare cose di se, la propria vita emotiva, le proprie passioni, la propria umanità. Questo per gli AFC è molto difficile perché pensano a se stessi come a persone poco interessanti e credono che per creare il tipo di relazione che vogliono con una donna, devono impressionarla nei peggio modi, dai racconti su soggetti più fantascientifici possibili, dallo sfoggio di determinate caratteristiche considerate “attraenti” come una bella macchina, a mille altre strategie ancora peggiori, quando invece in effetti, basterebbe che mettessero in mostra se stessi, la loro umanità, la loro personalità, ciò che sono. Se si arriva al punto del game, in cui sospese per un momento le schermaglie iniziali, ci si vuole davvero conoscere (Comfort in MM), la ragazza prova gia interesse per voi. Vuole sapere chi siete veramente, basta solo accontentarla :).

Un modo per fare tutto ciò, è quello di raccontare un qualsiasi aneddoto o fatto che vi riguardi in prima persona. Non c’è bisogno di tirare fuori dal cappello chissa che cosa, non serve il canned in questa fase. Semplicemente, agganciatevi a qualcosa che sta accadendo, e raccontate un qualcosa di voi in relazione a quella cosa. Se notate, scrivendo questo post, vi ho raccontato qualcosa di me, vi ho parlato di una ragazza, vi ho parlato del mio passato da afc, e delle mie paure. E il tutto era strettamente contestuale, avrei potuto evitarmelo, ma ne sarebbe risultato un impoverimento dell’esperienza generale. E’ proprio questo che bisogna fare. Ditele come la pensate riguardo a un fatto qualsiasi, raccontatele qualche aneddoto di voi. Il 90% delle volte che lo farete, noterete che dopo che voi avrete finito di raccontare qualcosa, lei inizierà a fare lo stesso, raccontandovi magari come lei è solita vivere quella stessa esperienza che avete appena raccontato. Perfetto. La conversazione si alimenterà da se. Continuate così. Questo spingerà la ragazza ad iniziare quel processo di investimento su di voi. Adesso, che ve ne rendiate conto o meno (io non me ne rendo mai conto, sono sempre troppo preso), state costruendo rapport, di quello buono :). State dando un pezzettino di voi e lei in cambio vi sta dando un pezzettino di lei. Non state facendo domande da AFC, come ti chiami, che fai nella vita, ecc. ecc. In verità non state facendo nessuna domanda, state solo parlando di voi, lei si sta soltanto appendendo a ciò che voi gli state dicendo. Inutile dire che, dato che voi siete il premio, è un ottima cosa il fatto che si parli di voi. Potreste scoprire che in poco tempo, senza neppure rendersi per bene conto di quali strade sono state percorse, a un certo punto vi troverete non più a parlare voi di voi, e lei di lei, ma semplicemente, di voi due insieme. Delle cose che vi piacciono fare, che avete in comune ecc. ecc. Inutile dire, che è perfetto così.

C’è da dire poi, che anche nel modo in cui vi raccontate potete fare molto, potete infatti raccontare usando meno particolari possibili, o lasciando le frasi incomplete, in maniera tale da continuare a lavorare costantemente con gli open loop, potete raccontare di voi inserendo episodi che vi diano del DHV, magari basterà accennare all’episodio, allora, voi non starete facendo sfoggio di un fatto particolare, ma avrete usato un fatto che vi da DHV per lo scopo più “alto” di paralare di voi.

Infine, e questo è ben spiegato nei post di Juggler, c’è un fascino particolare nella persona che si racconta senza magari aver prima sondato cosa ne pensa l’altro di particolari valori o argomenti. È molto alpha, perché dimostra il coraggio di mostrarsi per quello che si è senza la ricerca dell’approvazione altrui. Voi racconterete qualcosa di voi, fregandovene di come verrà eventualmente valutata dall’altra persona. E questo di per se gia da solo è un DHV. Le ragazze che io ho trovato attraenti, avevano tutte questa capacità, che io sommariamente descrivevo come “carattere forte”.

Pertanto ricapitolando:

Una volta che avrete creato quel minimo di valore e interesse, che invogli l’altra persona a mettere da parte le maschere e a impegnare del tempo per conoscervi, il modo più efficace per proseguire nel game, consiste nel raccontarsi, parlando di voi stessi spingerete l’altra a fare altrettanto, avviando quei processi generativi del Rapport. A quel punto in poco tempo potreste trovare a parlare di voi due. Tutto ciò oltre a consentirvi la naturale progressione nel game, renderà il processo assai più piacevole, che alla fine è l’unica cosa veramente importante. Non vi dovrete impelagare dietro assurde e un po’ sfigate routine trovate in giro, ne tantomeno dovrete fare gli intrattenitori come se fosse un mestiere.

Salutoni :)