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Il materiale canned: LE BASI 2

Il materiale canned: LE BASI 2

Ecco qualche considerazine sul materiale Canned frutto dell’esperienza
che ho potuto accumulare sul campo che può essere d’aiuto a chi è
interessato al mondo “in scatola”.

Una persona che decide di utilizzare materiale Canned deve sapere che
non basta memorizzare una routine, opener o storia e vomitarla davanti
al target/set per riscuotere successo. Ci sono più variabili e fattori
da tenere in considerazione, di seguito spiegherò alcuni dei più importanti.

— REPERTORIO —
Un PUA Canned o Canned ibrido Improv deve avere un repertorio di
“materiale”. Il repertorio può essere solo un Opener oppure dozzine di
Opener, Routine, Storie e Giochi.
Solitamente un buon repertorio è composto da un paio di Opener, una
decina di Routine, qualche Storia e un paio di Giochi.
La distinzione tra Opener/Routine/Storia/Gioco in verità non esiste,
generalizzando è possibile racchiudere qualsiasi tipo materiale
memorizzato sotto il nome ombrello di Routine, anche se è utile fare
queste 4 suddivisioni (Tre delle quattro sono spiegate nel mio post “Il
Materiale Canned : Le Basi”).
In questo post farò riferimento al nome ombrello _Routine_ per indicare
qualsiasi tipo di materiale Canned.

— SUDDIVISIONI —
Il materiale Canned può essere ulteriormente suddiviso a seconda della
sua collocazione nella _timeline_ dell’interazione. Quindi una Routine
può essere più adeguata avanti nell’interazione piuttosto che subito
dopo l’opener.
Non è però fondamentale collocare le Routine in categorie particolari,
in quanto essenzialmente TUTTE le Routine devono essere pronte all’uso
già da subito. Con l’esperienza il PUA riuscirà a calibrare il contenuto
delle varie Routine ed utilizzare quelle più adeguate alla discussione
in atto, quindi se ad esempio l’interazione parte subito a sfondo
sessuale è inutile aspettare di raggiungere fasi avanzate
dell’interazione per sfornare Routine “calde”/erotiche.
Ciò che invece è preferibile utilizzare più avanti nell’interazione,
quando l’attrazione è ormai consolidata, sono i giochi e test, perchè
sono un ottimo strumento per lavorare sulle emozioni e per passare alla
chiusura.

— INTERNALIZZAZIONE —
Usando il materiale canned è importante ricordare che la routine deve
essere INTERNALIZZATA per apparire naturale, quindi se le prime volte la
reazione del set/target non è quella che ci aspettiamo può NON dipendere
dalla Routine in se, ma dalla nostra esposizione. Questo richiede tempo
e pratica, solitamente una routine diventa spontanea dopo 20-30
interazioni secondo Mystery e TylerDurden, nel mio caso ho notato che se
le ripeto parecchie volte davanti allo specchio riesco a scendere a 10-20.

— ESPOSIZIONE —
Il contenuto della Routine è importante, ma è ancora più importante
l’esposizione: pause incongruenti e segni di nervosismo, che spesso
accadono le prime volte che si fa uso di Routine, possono rendere
l’interazione artificiale e rendere il set/target sospettoso.

L’esposizione è composta da *paraverbale* e *nonverbale*, componenti che
possono amplificare o attenuare l’effetto della routine.
Il PARAVERBALE è quanto può essere variato dall’apparato vocale (tono,
timbro, volume, ritmo, inflessione). Questo deve essere naturale e
congruente con il contenuto della routine e il meno monotono possibile.
Il NONVERBALE è tutto ciò di non-verbale, come gesti, accessi oculari,
kino etc. Il nonverbale è un ottimo amplificatore/acceleratore per le
routine.
_Amplificatore_ in quanto gesti e mimica “gonfiano” i contenuti delle
Routine.
_Acceleratore_ in quanto Kino e linguaggio del corpo accelerano
l’attrazione.
E’ molto più d’effetto se la routine viene esposta con un forte
nonverbale. In questo caso uno specchio o una telecamera sono ottimi per
analizzare il proprio nonverbale.

Una cosa in più che faccio spesso per rendere ancora più credibile è
l’uso di pause e accessi oculari finti. Ad esempio durante l’uso di
routine e storie tendo a guardare artificialmente in alto a sinistra
(Vedi NLP per dettagli) per far finta di ricordare i dettagli della storia.

— EYE CONTACT —
Un altra cosa imporantissima durante una routine è l’eye contact (EC).
L’EC deve essere sempre _penetrante_, mai mai mai perderlo per guardare
in basso…solo in alto se volete fingere di ricordare.

E’ importante anche imparare a capire quali routine sono valide e quali
sono potenzialmente da bocciare. Una volta che una routine è stata
provata ALMENO una dozzina di volte può solitamente essere catalogata in
buona o cattiva.
Raramente cmq trovo che delle routine siano “cattive”, anzi penso tutto
che se il PUA ha un esposizione stellare e completamente congruente può,
come dice BadBoy, raccontare una storia super noiosa pur coinvolgendo il
set.

— TRANSIZIONI —
Le transizioni sono i passaggi da una Routine all’altra o da una Routine
all’Improv.
I primi mesi che utilizzavo materiale canned facevo molta fatica a
transire da una Routine all’altra o da una Routine a Improv. Col passare
del tempo ho imparato a usare due tecniche molto forti per transire. La
prima consiste nel cogliere e sfruttare gli [Hook] nelle interazioni.
Come aveva giustamente fatto notare IN10SE in un post, OGNI singola
interazione, PU o non PU, è una serie di “routine” che sono Improv o
Canned che nascono da delle parole o concetti chiamati [Hook] che le
persone si scambiano e tengono l’interazione viva.
Per chiarire il concetto faccio un esempio:

Mario: Quest’estate sono andato al mare in sardegna …blalbalbla
Luigi: Davverò? Io l’anno scorso sono andato al mare ….blabla…e
Silvia è stata male nel viaggio di ritorno
Mario: Come sta Silvia?
Luigi: Bene adesso è impegnata con la tesi.
Mario: Anche lei? Marta purtroppo è impegnata con il lavoro e ha dovuto
posticipare la discussione all’estate prossima.
Luigi: Lavora sempre all’IBM?

In questa breve interazione gli [Hook] utilizzati da Mario e Luigi sono
nell’ordine:
Mare, Silvia, Tesi, Lavoro

Quindi un buon PUA che usa materiale canned deve saper cogliere gli
[Hook] offerti dal set/target e usarli per “agganciare” Routine nel suo
repertorio che hanno a che fare con l'[Hook] in modo da far sembrare
l’interazione naturale e non “in scatola”. Questo è ancora più facile
una volta che le Routine sono state internalizzate e il PUA non deve
concentrarsi sulla Routine ma può concentrarsi al 100% sull’interazione
in corso.

La seconda tecnica che uso per _forzare_ delle transizioni è [FT]
(Forced Transition) è molto semplice e se fatta correttamente sembra
naturale. Ad esempio:

Jazz: ahhh! Sai cosa mi è venuto in mente?? …
oppure
Jazz: Non crederai mai a cosa mi è successo X…
oppure
Jazz: Mi hai troppo fatto venire in mente una cosa…

Questi sono esempi di frasi che preposte a Routine permettono anche
salti completamente off-topic durante l’interazione. Attenzione però a
non usare troppe volte il [FT].